In nome della laicita’ della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato.
Queste le conclusioni dei 67 docenti firmatari , tra cui Marcello Cini, ordinario di Fisica Teorica, poi di Teorie Quantistiche e oggi Professore Emerito dell’Università “La Sapienza” di Roma, nel documento indirizzato al magnifico rettore dell’ateneo romano, Renato Guarini, a proposito dell’intervento di Benedetto XVI – previsto per giovedì 17 – al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico.
Così l’anno accademico 2007 – 2008 del Primo Ateneo di Roma si inaugura sull’onda della polemica e della strumentalizzazione.
In nome della laicita’ della scienza, la posizione della facoltà di Fisica acquista una terza dimensione, “storica” – se si preferisce “evolutiva” – in aggiunta alle due tradizionali – empirica e logica. Mentre nel vecchio dipartimento si distribuisce “Porchetta e vino a volontà” per festeggiare, con un pranzo sociale, la svolta anticlericale, con proiezione finale del film “La vita di Galileo”.
In generale è tutto un assedio : visivo e sonoro. Quello dei media innanzitutto, giornali, radio e televisione, e quello della musica che verrò sparata a tutto volume dalle casse posizionate su un camion di otto metri parcheggiato in piazzale Aldo Moro, a Roma.
A questo fracasso si riduce la contestazione per la presenza di Papa Benedetto XVI, ospite non gradito. A cui si aggiunge una vera e propria processione. Quella per ” i diritti negati”. Il movimento della negazione è però duplice: gli studenti (e i professori) sentono negati il diritto alla laicità, e inneggiano al «sapere che non ha bisogno nè di padri nè di preti». Il Papa sente negata la tolleranza laica, mentre marcia per la pace. Nell’apparente contrasto delle parti negate, una terza Lectio magistralis intitolata Pena senza morte di Mario Caravale a cui seguiranno le parole del Sindaco di Roma, Walter Veltroni. E nuovi concordati.
Ma insomma di quale diritti si sta parlando?
Dei diritti di celebrazione. Quelli per l’inaugurazione dell’anno accademico 2007-2008. Il Magnifico rettore Renato Guarini si pronuncia da laico : “sono assolutamente consapevole che la nostra comunità universitaria è formata di credenti e di non credenti e lo affermero’ anche in occasione della giornata del 17 gennaio.
Benedetto XVI sara’ accolto come messaggero di pace e di giustizia e uomo di pensiero. Allo stesso modo la nostra universita’ ha piu’ volte accolto rappresentanti di altre confessioni religiose e li ha riconosciuti come interlocutori in un franco dialogo sulla convergenza di alcuni valori umani e civili.
Per il Rettore, la presenza di Benedetto XVI è l’offerta di una riflessione alla comunita’ universitaria. Se ci si pensa bene la presenza di Benedetto XVI è un’occasione di riflessione su Roma. E sul (ri) creazionismo. La città “eterna” da sempre dedicata a Giano Doppio, la divinità romana che presiede gli inizi e le soglie, materiali e immateriali, è veramente ridotta oramai alle sue mura di cinta – sempreverde impianto difensivo da attacchi “esterni ” – con occasionale sovrapposizione tra Stato italiano e Chiesa cattolica.
“Roma città aperta”.
“In ogni caso il Pontefice giungera’ dopo la conclusione della cerimonia di inaugurazione, che si svolgera’ invece secondo la tradizione, con una lectio magistralis del nostro collega Mario Caravale, con l’intervento di uno studente e di un rappresentante del personale tecnico-amministrativo e con un contributo del Sindaco Veltroni e del Ministro Mussi”.
Lo studente scelto per salutare il Papa si chiama Christian Bonafede. Una barzelletta? O uno scherzo da prete. Oppure un tiro della sorte? Forse un destino della “sapienza” che ritrova nell’umorismo, e nel gioco delle parti – quello sì ironico – tra umano e divino, occidentale e orientale, l’unica forma di incarnazione possibile. Sincretica. “Brevity is the soul of wit”. Sulla genesi al femminile: tutto tace. (This business is well ended)


