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Archive for the ‘activism’ tag

IRAN: a nation of bloggers

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Written by Luca

June 15th, 2009 at 5:54 pm

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Hackmeeting – 19-20-21 giugno 2009 — Milano

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Hackmeeting – 19-20-21 giugno 2009 — Milano
sos fornace, via San Martino 20-Rho
Warm up — dal 9 al 18 giugno 2009 — Milano, poli universitari

Smanettoni, nerd, tecnofili, cyber activist, inventori, geek, creatori, manipolatori e soprattutto hacker! Tenetevi pronti!

Quest’anno Hackmeeting, l’incontro annuale degli hacker italiani si tiene a Milano. E per l’occasione, si apre, si allarga, cambia dimensione, si spinge, come ci si aspetta dai pirati, ad estendere i propri confini oltre agli orizzonti previsti.

Giunto alla dodicesima edizione (ogni anno in una città diversa, da Palermo a Torino), Hackmeeting si sdoppia e si moltiplica in un Warm up e in un meeting vero e proprio, per affascinare anche chi, fino a quel momento, credeva di essere lontano mille miglia, eppure ha scaricato qualche canzone, dato un’occhiata all’ultimo film, cercato di collegarsi alla rete wireless del vicino, ma anche ripristinato da solo il sistema operativo che continuava a collassare.

Durante il Warm up (9-18 giugno) entra nelle università per far innamorare ricercatori, filosofi e poeti, perché la cultura hacker non ha saputo limitarsi alla scheda, al chip, al cavo coassiale, ma si è spinta a pretendere di superare i limiti, quelli imposti dal mercato, dal controllo, dalla sicurezza, dal tentativo di rendere tutto uniforme, dalle costrizioni che uccidono l’evoluzione del pensiero.

Torna poi nel meeting vero e proprio (19-21 giugno) alla Fornace occupata di Rho, per coltivare le proprie radici, le uniche che possano generare nuovi tentacoli.

>>http://it.hackmeeting.org

Written by Luca

June 10th, 2009 at 10:40 am

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It’s a political sensation

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With more than seven percent of the vote Sweden’s Pirate Party became the latest party to rock the political establishment in an EU Parliament election.

“It’s a political sensation,” concluded party leader Rick Falkvinge.

Falkvinge claimed the success signalled a generation shift in Brussels.

“This means that we can start work to secure citizens’ rights, something that we have fought for for three and a half years. This is a reminder to the political old guard that if they take money from the pockets of lobbyists then they will lose their jobs,” he told news agency TT.

The election result means that Christian Engström from Nacka in Stockholm will take his seat in the EU parliament in the autumn. He proposed several reasons to explain the sensational success of the party.

“We have spoken about issues that interest people, for example personal integrity. We have also raised issues that are actually EU matters. A third reason is that we have a movement of activists with people from across the country helping out.”

With the demise of the June List, who lost their parliamentary seats in the election, the challenge for the Pirate Party is now how to ensure that the same does not happen to them.

“The June List’s problem was that they had no clear areas in which they could make a telling difference. We have. The first thing that will happen in the the new EU parliament is the third reading of the telecom reform package. That is an issue that is completely ours,” Rick Falkvinge said.

via The Local

Written by Luca

June 9th, 2009 at 4:01 pm

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WORLD-INFORMATION CITY CONFERENCE

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WORLD-INFORMATION CITY CONFERENCE
In/Visibility, Access and Urban Zoning
May 30 / 31 – Paris

World-Information City Paris 2009 is an international two-day conference focusing on four major themes within the wide field of new urban geographies: mobility, global flows and local dynamics, the remaking of urban spaces through new strategies of conflict and security, and new approaches to map distributed action in space.

High-level presentations, discussions and workshops offer insights on future urban transformations in a digitally networked world. With: Bruno Latour, Saskia Sassen, Stephen Graham, Carlo Ratti, John Urry, Eyal Weizman, Brian Holmes, Christophe Aguiton, Solomon Benjamin, a.o.

An open audience debate and a range of additional workshops provide the opportunity to discuss some of these issues more in depth. High-level presentations and discussions will offer thoughts on urban transformations in a digitally networked world as a valuable resource to be consulted for a long time in the future.

Livestream: http://world-information.org

Written by Luca

May 26th, 2009 at 9:25 am

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La rivolta di Torino

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L’Italia è davvero un paese insopportabile e questo non tanto perché a governarlo c’è una solida maggioranza razzista e neocon, una maggioranza radicata nel tessuto produttivo, imbattibile nella scena mediatica, ma soprattutto per la mediocrità della sua opposizione. Un’opposizione senza coraggio né passioni. Basta leggere i giornali di oggi, meglio la Repubblica, o leggere le dichiarazioni di Franceschini per fare questa breve considerazione.

Quando sono esplosi gli studenti greci, al seguito dell’omicidio del povero Alexis, Ilvo Diamanti ha scritto per Repubblica analisi per nulla banali sul tratto comune della nuova generazione in lotta: dalla Francia all’Italia, dalla Grecia alla Spagna ‒ parafrasando le parole di Diamanti ‒ una generazione estranea al patto sociale alza la testa e pretende di riavere indietro il futuro che la precarietà le ha sottratto. Nelle scorse settimane, mentre in Francia venivano sequestrati i manager, Bernardo Valli ha dedicato pagine importanti all’anomalia d’oltralpe.

Il radicalismo francese è una sorta di modello da coccolare per la sinistra italica, sempre utile per ricordare a Berlusconi che anche la destra neocon più raffinata, quella di Sarkò, è tutt’altro che al sicuro. Poi Londra e l’assedio della City: per la prima volta capita di leggere Ezio Mauro e Massimo Giannini che si spingono a giustificare la rabbia anti-banche. Certo entrambi condannano la violenza, ma ratificano la necessità di un nuovo patto sociale contro la crisi. Aggiungo infine un elemento non marginale. L’Italia è un paese in cui le sue sinistre celebrano da quasi mezzo secolo i fasti del sessantotto studentesco. Un sessantotto senza operai e senza rivoluzione, indubbiamente, educato e pieno di buona società, comunque anno straordinario e senza pari. Nel sessantotto romano spicca un’esperienza che nessun politico della sinistra italica ha mai ripudiato: Valle Giulia.

Quanto accaduto ieri a Torino non si discosta molto, nella sostanza materiale, dai fatti di quarant’anni fa, così come, seppur con molte differenze, dalle rivolte greche e francesi. Ma ripercorriamo, fuori dalle menzogne giornalistiche, gli eventi torinesi. Almeno 10.000 studenti si mettono in corteo, giunti da tutta Italia, oltre che dalle facoltà torinesi. Desiderio condiviso da tutti è quello di violare la zona rossa, per dire basta a città militarizzate e per opporsi alle riforme universitarie. Migliaia di studenti dell’Onda hanno messo da parte la paura, quella propria della solitudine, e con il coraggio intenso dell’esperienza collettiva hanno provato a camminare, nonostante la polizia in assetto antisommossa cingesse d’assedio il castello del Valentino. Scudi di plexiglass e caschi a proteggere la propria testa dai tonfa. Poi le cariche, già violente il giorno prima. Manganelli, ma soprattutto tanti lacrimogeni, quelli al Cs di genovese memoria, come Mortola. Poi la difesa, agita tutti assieme, senza alcuna separazione tra buoni e cattivi. Immediata la gestione giornalistica: no global e violenti prendono l’Onda in ostaggio. Corriere e Repubblica sostanzialmente omogenei, per la prima volta da settembre.

Occorre dirlo a voce alta, in questo paese di razzisti e codardi, ieri migliaia di studenti dell’Onda hanno alzato la testa, nei confronti di chi alla contrattazione sociale ha sostituito l’autoritarismo. Dopo mesi di lotte gli studenti italiani hanno ricevuto porte chiuse e manganelli. Da che parte sta la violenza, quella vera, quella del potere cieco e sordo? Ieri a Torino c’era solo indignazione, forte e ragionevole.

via Uniriot

Written by Luca

May 21st, 2009 at 3:49 pm

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Milano ai milanesi e Lambrate ai lambratesi.

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A Milano, seguendo l’esempio del consigliere Salvini, numerosi cittadini hanno deciso di costituirsi in associazioni per la difesa delle proprie particolarità.

Così per esempio le associazioni “Milano ai milanesi” e “Lambrate ai Lambratesi”.

Spuntano come funghi, negli spazi pubblici di Milano, cartelli che limitano gli spostamenti delle persone reclamando sacrosanti privilegi per residenti, per donne bionde, per gli abitanti del centro, perfino per cani nati a Milano.

Il fenomeno è inarrestabile, l’ultimo cartello avvistato reca l’ambigua scritta “posto riservato a me stesso”. Non sono più solo gli stranieri a rimanere esclusi, saranno presto tutti i milanesi a trovarsi abbandonati a se stessi.

Preoccupazione in tutta Italia per un prevedibile sviluppo del movimento oltre i confini di Milano.

Tutte le foto dei cartelli posizionati fino ad ora disponibili qui www.esterni.org/download/foto_posti_riservati.zip

Written by Luca

May 9th, 2009 at 5:48 pm

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Faith-fighter

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Faith Fighter is a punch-up game for one or two players which involves bouts between Jesus, Mohammed, Ganesh, Buddha, Budai, and God Himself. According to its developers,

As the creators, Molleindustria says: “Faith Fighter is the ultimate fighting game for these dark times. Choose your belief and kick the shit out of your enemies. Give vent to your intolerance! Religious hate has never been so much fun.”

Written by Luca

May 5th, 2009 at 2:45 pm

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The EU open internet is under threat

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Proposals before the EU parliament to limit access to the internet across Europe are to be voted on very soon.

If passed, the new law will permit your broadband provider to impose “conditions limiting access to and/or use of services and applications”. Downloading via P2P will almost certainly be forbidden, and blacklists and whitelists are on the hidden agenda, but the proposals also covers copyright enforcement (3-strikes) and risk permitting sinister forms of filtering the networks. They threaten fundamental freedoms for everyone who uses the Internet and anyone who has a website.
These proposals, wrapped up in a series of European Directives which form the ‘Telecoms Package’, are contrary to our fundamental rights as laid down in articles 7, 8,11 and 16 of the EU Charter of Fundamental Rights.

We call on Members of the European Parliament who will vote on the Telecoms Package, and we additionally call on the Council of Ministers who have joint legislative responsibility for it:
We demand:
-the removal of all references to limitations, restrictions, or conditions of use or access to networks, content, applications and services.
-that all measures related to copyright enforcement, 3-strikes and content filtering are rejected.
-that measures related to traffic data shall protect our right to surf the web in privacy.
-that the telecoms market is regulated for the citizen’s interests, and especially:
**a guarantee of open access to all content, services and applications.
** safeguards for users against disproportionate sanctions for downloading and content filtering are reinstated.

Please stop the hijackng of the Internet by big business.

>>>BLACKOUTEUROPE

Written by Luca

April 21st, 2009 at 6:27 pm

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