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Tommaso Delmastro e Michele Bortolami, fondatori dello studio Undesign, raccontano come sia nato il progetto AFTERVILLE, ideato e curato insieme a Fabrizio Accatino e Massimo Teghille. Sabato 6 ottobre questo progetto ha inaugurato con la mostra Astronave Torino, presso il MIAAO di Torino, realizzata in collaborazione con Enzo Biffi Gentili e Luisa Perlo.

LB: quali sono gli obiettivi e gli ambiti del progetto AFTERVILLE, inaugurato sabato 6 ottobre con la mostra Astronave Torino, presso il MIAAO di Torino?

TD: Fondamentalmente l’idea di Afterville nasce due anni fa ed è quella di mettere in evidenza le connessioni tra la cultura del progetto e gli immaginari della fantascienza. Il progettista immagina gli scenari futuri, la fantascienza racconta storie su scenari futuri, futuribili, interessante è capire i progettisti da un lato e il cinema dall’altro si influenzino a vicenda, fino a creare, citando Italo Calvino, delle città immaginarie create dall’immaginario.
Oggi che la cultura mediale è preponderante non conta tanto l’architettura in se quanto lei stessa, la sua ripetizione, esiste ciò che viene mediato: l’architettura la sua rappresentazione e la ripetizione. Non esiste ciò che esiste fisicamente ma ciò viene medializzato: l’architettura di un film è la stessa cosa di un’architettura fisica da questo punto di vista.
LB: convergenza tra immaginario e reale…
MB: vogliamo individuare questi universi estestici dove codici estestici e linguaggi espressivi trasmettono lo stesso tipo di informazione.
TD: dal punto di vista culturale AFTERVILLE si muove su queste tematiche, poi pragmaticamente questi eventi si occupano sempre della zona di confine tra l’architettura, senza dimenticare che il progetto nasce grazie al contributo della Fondazione dell’Ordine degli Architetti e ha come obiettivo quello di avvicinarsi al congresso mondiale dell’architettura che si terrà a Torino nel 2008, e il cinema.

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LB: Il titolo della mostra Tomorrow Comes Today somiglia molto al concetto di Tomorrow Now di Bruce Sterling, cosa pensate a riguardo?
La questione per noi è proprio questa, non possiamo tralasciare quella che è una cultura di massa, in questo tomorrow non solo rientra questo esempio ma anche film come Tomorrow Comes del mondo della fantascienza al titolo della canzone dei Gorillaz Tomorrow Comes Today, proprio perchè questa questione del domani è stata usata molte volte, noi abbiamo voluto presentare questi frammenti che sono nelle orecchie di tutti ma raccoglierli e ribadirli, a noi interessa questo.

MB: Uno dei tanti filtri che utilizziamo per ricreare questi universi estetici è tutta una seria di media, non solo dalla cinematografia ma anche dal videoclip, al videogioco,la letteratura, il fumetto e naturalmente l’architettura.
TD: Esiste una sorta di patrimonio comune di tutte queste cui fanno parte e attingere a questo è fondamentale per poterle manipolare e ricrearle.

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LB: ho letto nei comunicati stampa che definiti alcuni vostri pezzi come “scelte impresentabili”, quest’affermazione nasce dalla convinzione che conti l’idea della mostra e il suo scenario piuttosto che il singolo pezzo?
TD: sicuramente si, occorre però una precisazione, questa mostra è stata sviluppata in collaborazione con Enzo Biffi Gentili e Luisa Perlo, e fin da subito abbiamo voluto presentare un discorso più che focalizzare l’attenzione su singloi pezzi. Recuperare un discorso e riportare alla luce frammenti perduti, che come frammenti non potevano essere recuperati, ma in questo contesto assumono altro significato e sono assolutamente presentabili.
MB: la presentazione del lavoro di Venturelli che era archiviato nell’ archivio di stato, e mai era stato esposto, Venturelli arriva da una bocciatura storica di Zevi, ma riportarlo in auge, come già la critica fa negli ultimi anni era per noi importante.

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LB: un anedotto una particolare opera o pezzo in mostra?
TD: la cosa interessante è che c’è veramente di tutto e si torna ad una visione importante per tutti noi, cioè di lavorare portando in parallelo cultura alta e popolare. Storia divertente è quella di Guaschino che si occupa di animatronix, dove è molto apprezzato, e lui sostiene che negli anni 70 ha visto un alieno e lo ha rimodellato e lo ha riproposto nella mostra.

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LB: Louis Pauwels e Jacques Bergier autori del Mattino dei Maghi, sono citati molte volte nella vostra mostra, cosa potete dirmi riguardo a loro?
TD: il loro coinvolgimento nasce dalla loro attività di Planetè, e nasce dalla nostra intenzione di presentare ciò che succedeva a livello internazionale ma anche a Torino, in questo senso loro due perchè Planetè e stata ristampata dalla casa editrice Dell’Albero qua a Torino, ed essendo figlia del progetto francese è diventata caposaldo per tutto il territorio nazionale.
Planetè viene inserito in questa mostra anche per l’importanza che ebbe in quel momento. Oggi sembra che ragionasse sua una di fantascienza vintage, in realtà negli anni dei viaggi spaziali rifletteva il concento contemporaneo dell’epoca di fantascienza e futuro. Alcuni critici paragonano a Planetè a Wired proprio per questo discorso
MB: in realtà è lì anche per il suo elevato contenuto grafico per l’epoca in cui è stata concepita e lavora per associazioni di immagini, omografie che abbiamo cercato di riprodurre nel numero zero di AFTERVILLE che è anche catalogoo di questa mostra.

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LB: Come prosegue il progetto AFTERVILLE?
TD: il prossimo per noi importantissimo evento, cade il 29 febbraio e sarà la presentazione del corto mettraggio presenta il film AFTERVILLE con la regia di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro già realizzato Eden e Silver Rock, tutti realizzati a bassissimo budget ma con grandi risultati.
Grazie al contributo della Film Commission la partecipazione del comune di Torino che ha fornito materiale girato realizzato in elicottero per le Olimpiadi, stiamo lavorando alla presentazione di questo corto metraggio, come noi amiamo chiamarlo, primo film di fantascienza ambientato a Torino nell’era digitale, di fatto perchè ci sono esperienze illustri come Omicron di Gregoretti e altre meno illustri ma sono poche e datate. Per noi è interessante visto che parliamo di medializzazione e fantascienza questo per noi è un terreno vergine.
MB: Oltre a questa mostra AFTERVILLE si dipana lungo tutto l’anno, con altri quattro appuntamenti presso Il circolo dei Lettori, dove si indagherà sempre il rapporto tra fantascienza pensata e progettisti che la realizzano, ponendo un architetto di fronte a un cineasta, a un fumettista, a uno scrittore, a un pubblicitario, in modo da dare interdisciplinarietà a questi incontri. Al termine di questi incontri il Museo del Cinema ospiterà un concerto dei Larsen che stanno componendo uno spettacolo di un’ora con una video installazione che ripercorre un secolo di cinema di fantascienza.
L’idea è quella di portare pensiero progettuale che sta dietro a AFTERVILLE in una mostra diffusa che nelle nostre idee potrebbe collocarsi lungo il percorso della metropolitana AFTERVLLE termina con una mostra sempre al MIAIO al titolo Divin Design, che indaga il design dopo la vita.

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Written by Luca

October 11th, 2007 at 6:33 pm

Posted in Design

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