E’ UN RUOLO NON RAZIONALE NELL’ECONOMIA DELL’AZIENDA. MEGLIO IL DIALOGO DIRETTO COL TABACCAIO.
Yesmoke non ha più i rappresentanti (o “Promoters”). Con loro ha concluso il rapporto di lavoro a tempo determinato. Fanno eccezione 5 di loro, ancora attivi (contro 37 che non sono stati confermati). Nonostante la loro assenza, le vendite, dopo un lieve calo iniziale, hanno ripreso a salire. Questo fatto, che è passato inosservato ai più, rappresenta un fondamentale passo avanti per l’azienda.
L’esperienza con i promoters ha permesso di scoprire persone con grandi capacità, motivazioni e idee. Purtroppo, nel ruolo del promoter, essi stessi rappresenterebbero una scelta non razionale.
Oggi il tabaccaio che ha interesse a vendere le Yesmoke, le ordina direttamente ai depositi della Logista (la società che si occupa della distribuzione delle sigarette in Italia).
Il promoter nel settore del tabacco, che è stipendiato, fornito di auto e di rimborsi, è una figura inventata dalla multinazionale, e solo per questo, nonostante la legge vieti ogni genere di promozione all’interno della tabaccheria, è ufficialmente tollerato dall’AAMS.
Molti promoters ci hanno deluso, dimostrando pigrizia e mancanza di motivazione, con risultati decisamente non all’altezza, nonostante fossero molto ben stipendiati.
Un caso a parte sono quelli che sottraevano in modo fraudolento gli incentivi destinati al tabaccaio, o falsificavano i reports delle loro giornate di lavoro, che sono stati invitati ad andarsene o licenziati.
Il promoter è un ruolo non razionale nell’economia dell’azienda, che difficilmente si ripaga con la merce venduta, merce che potrebbe essere venduta direttamente dall’azienda.
Per la multinazionale il promoter è un modo di utilizzare parte dei suoi enormi utili fuori mercato per mantenere viva l’attenzione per i propri brands, con la cura del cliente (il tabaccaio) e la distribuzione di incentivi.
Ma un’azienda che non gode dei benefici della multinazionale è costretta a razionalizzare al massimo i propri sforzi, comunicando direttamente con il tabaccaio e, soprattutto, dirottando le ingenti risorse destinate ai promoters verso maggiori incentivi e innovazioni per il tabaccaio.
Molti dei promoters che hanno lavorato per Yesmoke arrivavano da una multinazionale, e una parte di loro sono tornati ad una multinazionale.
Ma attenzione: il giorno in cui cesseranno i trattamenti di favore a vantaggio della multinazionale straniera, che non potrà più fare i suoi utili “fuori mercato”, si presenterà per tutti l’esigenza di razionalizzare i costi, per concentrare i propri sforzi sul confronto con la concorrenza.
La multinazionale non si fa problemi quando è ora di licenziare, per questo i promoters dovrebbero riflettere sull’instabilità del loro ruolo nel campo del tabacco.